mercoledì 8 giugno 2022
lunedì 26 luglio 2021
ASSALTO AL PALAZZO / FEBBRILI TRATTATIVE TRA I BOSS DELLA POLITICA CALABRESE IN VISTA DELLE REGIONALI. UNA SORTA DI "PRIMARIE", DI CUI I CITTADINI AVVERTONO SOLO IL SUONO PRODOTTO DALLE COLTELLATE
Se tutto si fosse svolto alla luce del sole, invece che nelle segrete stanze del potere calabrese, le febbrili trattative di queste ore in vista delle regionali sarebbero state definite "primarie". Come nelle primarie infatti la competizione è per aggiudicarsi una candidatura, solo che invece di assistere a un confronto tra programmi e intenzioni diversi, alternativi o complementari, l'elettore avverte soltanto i rumori degli scontri delle élites, ovvero il suono prodotto dalle coltellate. A destra Occhiuto presidente deve fare i conti con l'ingombrante leghista Spirlì, coi mal di pancia dei meloniani di Wanda Ferro, e anche coi tanti sottopartiti che insieme fanno Forza Italia. Uno scontro che inevitabilmente indebolisce l'alleanza, ma che secondo molti è destinato a ricomporsi sulla base della divisione dei posti di governo e sottogoverno.
DOPO QUASI DIECI ANNI TORNA LA VOGLIA DI DIRE QUALCOSA. SENZA SAPERE SE QUALCUNO LA SENTIRÀ...
Questo spazio di comunicazione è nato ormai più di dieci anni fa.
Alterne le fortune, e la pazienza di star dietro a fatti ed opinioni. A
un certo punto la sensazione è stata quella di parlare al vento, o nel
deserto, data l'assenza pressoché totale di reazioni. Ora che molto
passa da twitter e facebook, potrebbe andare ancora peggio. Perché
quindi riesumare il blog? Risposta d'istinto: se devo parlare da solo,
tanto vale lasciare un segno. Che a volte "l'avevo detto" aiuta a non
sentirsi troppo scemi.Dunque, senza impegno, peroverò ad affidare
di nuovo a queste pagine qualche pensiero, per evitare che ristagni
troppo nella mia coscienza e finisca per marcire. E proverò a parlare di
tutto quello che mi stimola ed incuriosisce, a cominciare dalla
sventurata Calabria che da vent'anni vedo da lontano. Gli spunti,
vedrete, non mancheranno....
martedì 5 gennaio 2010
GATTUSO: "I FONDI EUROPEI SI POTREBBERO USARE MEGLIO". AD ESEMPIO, NON PAGANDO TESTIMONIAL COME LUI...

Ringhio Gattuso dixit: "Io condivido molte delle cose che dice Bossi. Non voto Lega ma apprezzo l'idea del federalismo fiscale. Ognuno deve governare da solo, in questo modo viene responsabilizzato di piu'. I fondi che arrivano dalla comunita' europea potrebbero essere utilizzati meglio". Ad esempio, non pagando campagne milionarie per l'immagine della regione con testimonial come lui.
sabato 3 gennaio 2009
GUERRA E PACE / SIAMO TUTTI ABITANTI DI GAZA. BOMBE DI ISRAELE CONTRO TUTTI: PER PUNIRE HAMAS E' STRAGE DI CIVILI. UN GRIDO DI DOLORE DALLA PALESTINA
Lettera di Mustafa Barghouthi, parlamentare palestinese, leader del partito di sinistra Mubadara (L’Iniziativa) Ramallah, 27 dicembre 2008. Leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? I bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Chi muore perché manca l’elettricità in sala operatoria muore di guerra o di pace? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto? giovedì 25 settembre 2008
EURODOMANDE / LA CALABRIA DI TOSCANI ARRIVA A STRASBURGO E SI SCOPRE QUANTO E' COSTATA. "SOLO" 3,8 MILIONI DI EURO PER LA RIVOLTATA CAMPAGNA DEL GURU
"Inaffidabili? Si, siamo calabresi." Per questa e altre perle di saggezza contenute nella arcifamosa campagna di Oliviero Toscani sulla Calabria, la regione torna a far parlare di sé. Al parlamento europeo, stavolta, dopo l'interrogazione di Beniamino Donnici e la risposta di Catanzaro alle richieste di chiarimenti. Nel disastrato ambiente politico regionale la tegola che puntava sul presidente Loiero (e sul suo allora vice Adamo), è stata prontamente schivata dal portavoce Sergi, che arieggiando Shakespeare ("Tanto rumore per nulla") ha declassato le verifiche ad ordinaria routine.martedì 23 settembre 2008
GIUSTIZIA E LOTTA ALLA MAFIA / DA PALERMO A MESSINA, GUIDO LO FORTE PROCURATORE CAPO NELLA PIÚ CALABRESE DELLE CITTÁ SICILIANE
(pier luigi auddino per calabriamedia) Guido Lo Forte è stato sostituto procuratore a Palermo nel pool di Giancarlo Caselli dopo la morte di Falcone e Borsellino. E' stato, assieme con Roberto Scarpinato, il maggiore fautore del processo contro Giulio Andreotti che si è concluso con la prescrizione per Giulio Andreotti per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, "reato commesso fino alla primavera del 1980" (Sentenza Palermo 2.05.2003, confermata dalla Suprema Corte di Cassazione Roma giudizio n.49691/2004). Guido Lo Forte è stato in generale il teorico della pista politica nei processi di mafia assieme con Roberto Scarpinato, ma proprio l'esito del processo Andreotti e la successiva offensiva politica nei confronti del tribunale di Palermo, reo di aver perso tempo in un procedimento considerato sensazionalista e oneroso, sembrerebbe avere incrinato il rapporto dei due con quei colleghi che considererebbero forse più utile abbandonare la pista politica (il famigerato terzo livello a cui ha alluso Tommaso Buscetta) specie dopo l'uscita di scena di Caselli, che condivideva quell'impostazione e dopo l'arrivo a Palermo di Piero Grasso, convinto a perseguire la pista squisitamente criminale, per evitare probabilmente che la politica stessa potesse diventare un deterrente ed una difficoltà fuorviante nei processi, al punto che proprio Lo Forte e Scarpinato furono allontanati con un pretesto dalle indagini di mafia.Adesso Guido Lo Forte è procuratore a Messina, (dopo essere stato per un po' in ballottaggio proprio con Scarpinato): una promozione o un allontanamento? Non saprei dirlo, ma di certo Messina è l'unica grande procura siciliana a non avere avuto una storia importante di processi di mafia. Di certo Lo Forte è abituato a gestire situazioni complicate e forti pressioni, e comunque sia credo che sarà una gelata per l'establishment della città, abituato da sempre ad una gestione sorniona e innocua della procura, e soprattutto per le disinvolte casse gestite dal comune, oltre che per l'Università, con la sua incredibile sequela di scandali. Staremo a vedere.
lunedì 1 settembre 2008
UBRIACHI AL VOLANTE / AGENZIE E GIORNALI SI BEVONO LA STORIELLA CHE "UN CONDUCENTE DI AUTO SU DUE E' POSITIVO AI TEST" PER ALCOL E DROGHE. DAVVERO?
La Calabria non c'entra, l'informazione si. Il governo lancia la campagna Drugs on the street (sic!) per i controlli stradali del tasso alcolico e delle altre sostanze stupefacenti, e convoca i media a seguire una notte di verifiche straordinarie. I media ci si fiondano, al circo delle volanti messe di traverso e dei lampeggianti e delle facce stravolte, e l'indomani escono titoli come questi: Un guidatore su due positivo ad alcol e droghe, Sicurezza stradale, a Verona 46,2% positivi ad alcol e droghe. martedì 29 luglio 2008
LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE / DI GIORNO IN GIORNO PIU' DIFFICILE VIVERE NELLA REGIONE DELLA NDRANGHETA. PERCHE' LA CALABRIA NON RIALZA LA TESTA?
Ho deciso di rispolverare il blog dopo aver letto nella città dove vivo un manifestino autoprodotto con sopra questa scritta: MURO BIANCO, POPOLO MUTO. Ci ho ripensato tornando a casa, e ho adottato la frase, ma in forma di metafora. Il silenzio non è mai un buon segno, e meno che mai davanti alla gravità delle cose calabresi che - potrei sbagliarmi - mai sono state così drammatiche. Mai come adesso la ndrangheta è stata così potente. Controlla il traffico europeo della cocaina, è tra i leader nel commercio illegale di armi, conta su incondizionati appoggi da parte di politici, uomini delle istituzioni, professionisti e perfino intellettuali. In più la mafia calabrese ha ormai così tanti soldi da non sapere più che farne. Secondo Eurispes 44 miliardi di euro, il 2,4 del Pil nazionale. Sono il frutto di decenni di attività illecite condotte nella più assoluta tranquillità. Un frutto pronto da ripulire grazie a spericolate operazioni finaziarie, prestanomi, professionisti collusi e banche complici. Un frutto che se da una parte rende la associazione un soggetto finanziario capace di infiltrare società multinazionali quotate in borsa, dall'altra lo proietta al primo posto tra i gruppi economici più importanti della regione, con quel che ne consegue in termini di erogazione di benefici sociali (posti di lavoro, raccomandazioni ecc.) e di consenso.Ma la ndrangheta è anche profondamente divisa al suo interno. L'organizzazione, complessa, pure strutturata in tanti autonomi centri di comando che occupano il territorio, mostra tuttavia quasi ovunque le difficoltà di mantenere un equilibrio interno: faide sfiorate per un pelo o in corso a Papanice, Gioia Tauro, Lamezia Terme, San Luca, Cittanova, Taurianova, Palmi, Cinquefrondi, eccetera eccetera. E dove non è la guerra di mafia ad uccidere, il sangue lo fa scorrere un clima di violenza diffusa, con ragazzini che mettono paura ai poliziotti, e inoffensivi pensionati uccisi per un qualche "sgarbo". A completare il quadro si aggiungano le minacce e le intimidazioni a quanti alzano la testa: amministratori, giornalisti, imprenditori, commercianti. Per ciascuno di loro un messaggio, a ciascuno di loro un ammonimento. Risultato: la Calabria di oggi. Quella che vorrei ricominciare a descrivere. Senza reticenze e senza sconti. Per nessuno. Nemmeno per le istituzioni da sempre presenti in città e paesi dei quali tutto sanno e tutto possono sapere, ma senza che questo comporti più efficacia nella lotta alla ndrangheta. Nemmeno per quei sindaci che parlano di emergenza da vent'anni senza muovere un dito. Nemmeno per la cosiddetta società civile, vittima, si, dello strapotere della mafia, ma troppe volte anche carnefice di se stessa.
Lungo questo cammino per fortuna c'è già qualcuno in marcia: i ragazzi che hanno recuperato il murale di Gioiosa Jonica, i giovani giornalisti dei quotidiani regionali (come Agostino Pantano vittima recente di una intimidazione), gli straordinari volontari di Libera e delle cooperative che con don Pino De Masi lavorano le terre confiscate ai mafiosi... E' ancora troppo poco. Ma un lungo viaggio comincia sempre con un primo, piccolo, incerto passo.
giovedì 6 marzo 2008
VACANZE D'INVERNO / CALABRIAMEDIA, PER ORA, SI FERMA. ARRIVEDERCI A PRESTO
Come avrete notato, da qualche tempo fatico a star dietro al blog. Così mi prendo una vacanza: per un po' gli aggiornamenti saranno meno frequenti. Augh.
venerdì 4 gennaio 2008
CANE NON MORDE CANE / IL COMUNE CHIEDE UN PARERE SULLA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE IN UN PROCESSO DI MAFIA. A CHI? AL LEGALE DI FIDUCIA DELL'IMPUTATO
Sta per aprirsi il processo per l'omicidio di Gianluca Congiusta, un giovane commerciante di Siderno incappato nelle maglie degli ndranghetisti e ucciso per aver tentato di non riconoscere il potere della cosca egemone. Il Comune di Siderno è sollecitato da più parti affinché si costituisca parte civile davanti al magistrato: lo auspicano i familiari del ragazzo, nel cui nome da anni svolgono un'opera di pubblica e costante denuncia antimafia, ma anche le associazioni e alcuni partiti del centrosinistra.Una rogna, deve aver pensato il sindaco che per lavarsene le mani decide di non decidere, e chiede un parere legale all'Ufficio competente, formato da legali convenzionati col comune. Il parere elaborato è negativo: l'omicidio di Gianluca Congiusta non avrebbe causato alcun danno patrimoniale o di immagine, al soggetto pubblico e collettivo rappresentato dal Comune. Firmato (tra gli altri anche da) Maria Tripodi, avvocato. Strane argomentazioni, si direbbe. Fin quando non viene furi che l'avvocato Tripodi è anche il legale di fiducia di Tommaso Costa, imputato come responsabile dell'assassinio. Un pasticcio, insomma. Che la Tripodi tenta di rattoppare cosi: "Sarebbe stato opportuno non partecipare alla discussione sulla richiesta del Comune...". E se lo dice lei...
Aggiornamento 1. Il sindaco di Siderno, quello che "non potevo trascinare il comune in un Tribunale", querela Paolo Pollichieni, direttore di CalabriaOra, per un suo chiaro e coraggioso articolo sulla vicenda. Qui una pagina con i commenti di sindaci del comprensorio, e qui, sempre da CalabriaOra, la ricostruzione di un messaggio del mafioso dal carcere: "Se esco di qui in tre mesi arriviamo alla Regione".
Aggiornamento 2. Il sindaco di Siderno, sui quotidiani da giorni, butta la spugna e si sfoga: "Sulla questione Costa ero terrorizzato. Tante persone sono state uccise e io ho una famiglia". Legittimo attendersi contestuali scuse e dimissioni. Invece no. Continuiamo così, facciamoci del male, direbbe Michele Apicella.
Aggiornamento 3. Il sindaco di Siderno non finisce di stupire. Ora si apprende che è "pronto a candidarsi alla Camera". Nel compiere questo sacrificio il primo cittadino evidentemente non teme che la sua recente uscita sulla questione Congiusta possa nuocergli in termini elettorali...
mercoledì 12 dicembre 2007
UNA BUFALA LUNGA UN GIORNO / ESCE L'ORARIO FERROVIARIO E SMENTISCE LE RIVELAZIONI DI ITALIAOGGI. LA "NOTIZIA" SI E' SCIOLTA IN 24 ORE
Esce il nuovo orario ferroviario e Trenitalia smentisce i timori sollevati da ItaliaOggi. Una paginata di numeri e parole per dire che i treni non cambiano. Ecco il comunicato pubblicato da CalabriaOra. Una bufala insomma, quella a firma de Nolac, scodellata con tanto di dietrologie. Vogliamo scommettere che ora il bravo giornalista si precipiterà a chiedere scusa per la cazzata?
lunedì 10 dicembre 2007
CALABRIA PIU' LONTANA / DA LUNEDI CANCELLATI I TRENI TRA TORINO E REGGIO CALABRIA. L'AUTOLESIONISTICA DECISIONE FRUTTO DI UNA FAIDA POLITICA?
Se fosse vero, ci sarebbe da chiamare Tafazzi (quel tale che si massacra da solo i coglioni): "Il «ferroviere» numero uno, Mauro Moretti, ha deciso di annullare i treni che collegano il Piemonte con la Calabria, convogli che migliaia di persone utilizzano per spostarsi senza usare l'automobile. Un «viaggio della speranza», quelli degli Intercity 507 Torino-Reggio Calabria e 530 che dalla regione del Sud riporta nel capoluogo subalpino i «clienti» abituati a percorrere la lunga tratta anche in piedi. La novità scatterà a partire da lunedì prossimo, e in Calabria gira voce che questa sia una «manovra» architettata dal vertice delle Ferrovie «contro Agazio Loiero». Sì, il presidente della regione Calabria sarebbe l'obiettivo principale della decisione morettiana: Loiero apparirebbe come un «cane sciolto», politicamente, e il malcontento dei viaggiatori (tutti calabresi) potrà essere addebitato al suo «scarso peso» nei confronti dei palazzi romani. E pensare che il ministro dei trasporti, il «tecnico» portato dal Pdci di Oliviero Diliberto, è Alessandro Bianchi. Che come docente universitario conosce benissimo Reggio Calabria, e dovrebbe avere a cuore il sistema del trasferimento di chi ha lasciato la regione per andare a lavorare al Nord. Ma lui ora ha l'auto blu" (Pierre de Nolac, Italia Oggi, pubblicato da dagospia.com)
mercoledì 5 dicembre 2007
CALABRIA & MISTERI / I SEGRETI DEI SERVIZI SECONDO IL PROCURATORE MACRI'. "UNA PRESENZA NON INVESTIGATIVA MA CRIMINALE"
Il caso Fortugno non cessa di stupire. Stavolta a far parlare sono le dichiarazioni riportate dall'Ansa e dai giornali di Enzo Macrì, magistrato alla Direzione nazionale antimafia davanti alla Commissione parlamentare per la lotta alla mafia: "La ndrangheta non è la mente che ha deliberato l'omicidio Fortugno, un filone nel quale vanno inseriti l'attentato a Saverio Zavattieri, le minacce alla vedova Fortugno, e il caso Chiefari che in qualche modo fa parte della vicenda fin dall'inizio". Macrì, che ha la delega per la Calabria, tira in ballo i servizi di informazione: "in Calabria c'é una presenza dei servizi non a livello investigativo ma criminale ed è preoccupante".Ora, se le affermazioni del magistrato sono fondate, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale si colloca in un contesto che supera il conflitto locale e si delinea come un intrigo di stato. Ma se la pista dell'abbraccio soffocante tra politica, sanità e cosche non basta a spiegare quell'assassinio, restano indefiniti i contorni della effettiva realtà in cui è maturata la decisione di compierlo. E finora su questo nemmeno Macrì avanza un'ipotesi. Qui la cronaca dell'audizione da CalabriaOra.
mercoledì 7 novembre 2007
L'ORDINE REGNA IN CALABRIA / DOPO DE SENA E DE MAGISTRIS TOCCA A MONSIGNOR BREGANTINI, PROMOSSO A CAMPOBASSO. IL PAPA NORMALIZZA LA CHIESA CALABRESE
Era appena stato nominato vescovo di Locri da Giovanni Paolo II, tredici anni fa, e lo incontrai a Roma per una intervista. Era stato a capo della Pastorale del lavoro in Calabria, e quando gli chiesi della fiera lotta degli operai della Montedison di Crotone che occuparono la fabbrica parlò di "radiose giornate". Così conobbi padre Giancarlo Bregantini. Poi lo rividi a Locri, che diceva messa con la scorta per le tante minacce. Che andava a trovare le famiglie delle vittime della ndrangheta. Che diventava presidente di una cooperativa pur di creare lavoro per i ragazzi. In tanti anni di testimonianza, padre Giancarlo ha aperto gli occhi al suo gregge, e chissà quanto ancora sarebbe servito il suo lavoro, la sua presenza. Ma il papa non la deve pensare cosi, visto che ha spedito padre Bregantini - non certo di sua volontà - a Campobasso. "E' sempre difficile obbedire", ha detto. Arrivederci padre Giancarlo, ci mancherà, in questa Calabria sempre più normalizzata.
martedì 30 ottobre 2007
LA STRAGE SOTTO CASA / SEMPRE PIU' TRAGICI I TENTATIVI DEI MIGRANTI DI ENTRARE IN EUROPA. DOPO I MORTI DI ROCCELLA NESSUNO SI VOLTI DALL'ALTRA PARTE

La tragedia appena accaduta sul mare calabrese è un problema che riguarda tutti: Europa in testa. Ma occorre far presto, e vincere le ipocrisie. Non si può lasciare che la gente muoia in mare tentando di sfuggire alla povertà e alla guerra. Secondo il rapporto Fortress Europe sulle coste italiane sono 10.000 gli annegati dal 1988. 500 nei primi nove mesi dell'anno. Un massacro. Un'ecatombe. E colpisce l'indifferenza davanti a tutto questo. Un pezzo di Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, che è anche una denuncia.
La notizia sul britannico The Independent. Qui il pezzo uscito sul sito dello spagnolo El Pais. Anche il quotidiano progressista francese Libération se ne occupa. Breve in cronaca per il portale di notizie svizzero SwissInfo
sabato 20 ottobre 2007
SABBIEMOBILI / IL PG DI CATANZARO AVOCA L'INCHIESTA WHY NOT E LA TOGLIE A DE MAGISTRIS. "DOPO L'ISCRIZIONE DEL MINISTRO, CONFLITTO D'INTERESSI"
La Procura Generale di Catanzaro ha avocato a se il procedimento conosciuto come Why Not, di cui era titolare De Magistris. Secondo il Pg facente funzioni, Dolcino Favi, una volta che nel registro degli indagati vi è finito il ministro della Giustizia Mastella, De Magistris avrebbe dovuto astenersi dal processo, in quanto la sua resistenza ai provvedimenti del ministro genera un conflitto d'interessi. Qui la cronaca di repubblica.it. Qui la reazione del magistrato, dal Corriere della Sera.Una iniziativa destinata a far discutere. Anche perché, prima che Mastella fosse iscritto nell'inchiesta, vi fu chi parlò di conflitto di interessi, ma riferendosi proprio al ministro della Giustizia, che, potendo diventare indagato e agendo come ha agito, ha dato l'impressione di voler condizionare il corso delle indagini. Insomma, ancora un colpo di scena, in questa vicenda sbilenca, che però pare avviarsi, via Procura Generale, verso le sabbie mobili del diritto che tutto ingoiano e tutto digeriscono...
venerdì 19 ottobre 2007
* ULTIMISSIMA * / LIBERO RIVELA, ANSA CONFERMA: "IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA MASTELLA ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DELLA PROCURA DI CATANZARO"
Alle 15:52 l'Ansa conferma la rivelazione di Libero: "Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, risulterebbe essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catanzaro fin dallo scorso 14 ottobre nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'. Il Guardasigilli - secondo quanto si è appreso - non avrebbe tuttavia ricevuto ad oggi nessun avviso di garanzia". Il ministro Mastella: ''Apprendo da notizie giornalistiche che sono stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Catanzaro" - dice Mastella in una nota. "Se cosi' è, e non dubito perché spesso alla stampa sono fornite notizie che dovrebbero essere riservate in quanto coperte dal segreto d'indagine - dichiaro di attendere serenamente gli sviluppi di questa situazione''.' 'La mia tranquillita' - sottolinea Mastella - deriva dal fatto di essere completamente estraneo alle vicende per le quali mi si muoverebbe addebito. Ribadisco, come ho avuto modo di ripetere a piu' riprese, di non essere mai stato iscritto a nessuna loggia massonica, ne' in Italia ne' all'estero, e di non aver mai partecipato a comitati d'affari o a singoli affari, come testimonia la mia trentennale vita pubblica e parlamentare nella prima, nella seconda e spero anche nella terza Repubblica''.
martedì 16 ottobre 2007
CALABRIA & MISTERI / MUORE BRUNO PICCOLO, UNO DEI DUE PENTITI DEL CASO FORTUGNO. "NESSUN SEGNO CHE CONTRADDICA L'IPOTESI DEL SUICIDIO"
Come in un giallo non ancora risolto, nel caso dell'omicidio Fortugno spunta un altro cadavere. Quello di Bruno Piccolo, 29 anni, trovato nella località delle Marche dove viveva sotto osservazione (qui una scheda dall'Ansa). Piccolo, assieme a Domenico Novella, era uno dei due pentiti dalle cui dichiarazioni hanno preso le mosse le indagini della procura. Secondo le informazioni ufficiali la tesi del suicidio sarebbe evidente, ma già dai primi commenti non si risparmiano gli interrogativi. (Alimentati dalle coincidenze: Fortugno ucciso il 16 ottobre 2005, alle primarie dell'Ulivo; la morte di Piccolo scoperta due anni esatti dopo, il 15 ottobre, a ridosso delle primarie del Pd). Comunque sia andata, è certo che da oggi il contesto del caso Fortugno diventa ancora più avvelenato e torbido. La reazione dell'onorevole Lumia: "Non si vuole la verità".La cronaca del Corriere della Sera e un commento di Giovanni Bianconi. Un pezzo di Giuseppe Baldessarro su Repubblica riassume la storia di Piccolo. Il viceministro Minniti promette migliori tutele per chi collabora.
Intanto va avanti il processo in Corte d'Assise per la morte del vicepresidente del consiglio regionale. In questa pagina di CalabriaOra le novità dell'udienza e scenari da super-intrigo. Qui invece il punto sulle indagini a qualche giorno dal ritrovamento del corpo.
sabato 13 ottobre 2007
CALABRIA TUTTI CONTRO TUTTI / lNTIMIDAZIONI, MINACCE, DENUNCE E PROIETTILI. E UN CRONISTA DI CROTONE BASTONATO SOTTO CASA
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