martedì 30 ottobre 2007

LA STRAGE SOTTO CASA / SEMPRE PIU' TRAGICI I TENTATIVI DEI MIGRANTI DI ENTRARE IN EUROPA. DOPO I MORTI DI ROCCELLA NESSUNO SI VOLTI DALL'ALTRA PARTE

La tragedia appena accaduta sul mare calabrese è un problema che riguarda tutti: Europa in testa. Ma occorre far presto, e vincere le ipocrisie. Non si può lasciare che la gente muoia in mare tentando di sfuggire alla povertà e alla guerra. Secondo il rapporto Fortress Europe sulle coste italiane sono 10.000 gli annegati dal 1988. 500 nei primi nove mesi dell'anno. Un massacro. Un'ecatombe. E colpisce l'indifferenza davanti a tutto questo. Un pezzo di Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, che è anche una denuncia.
La notizia sul britannico The Independent. Qui il pezzo uscito sul sito dello spagnolo El Pais. Anche il quotidiano progressista francese Libération se ne occupa. Breve in cronaca per il portale di notizie svizzero SwissInfo

sabato 20 ottobre 2007

SABBIEMOBILI / IL PG DI CATANZARO AVOCA L'INCHIESTA WHY NOT E LA TOGLIE A DE MAGISTRIS. "DOPO L'ISCRIZIONE DEL MINISTRO, CONFLITTO D'INTERESSI"

La Procura Generale di Catanzaro ha avocato a se il procedimento conosciuto come Why Not, di cui era titolare De Magistris. Secondo il Pg facente funzioni, Dolcino Favi, una volta che nel registro degli indagati vi è finito il ministro della Giustizia Mastella, De Magistris avrebbe dovuto astenersi dal processo, in quanto la sua resistenza ai provvedimenti del ministro genera un conflitto d'interessi. Qui la cronaca di repubblica.it. Qui la reazione del magistrato, dal Corriere della Sera.
Una iniziativa destinata a far discutere. Anche perché, prima che Mastella fosse iscritto nell'inchiesta, vi fu chi parlò di conflitto di interessi, ma riferendosi proprio al ministro della Giustizia, che, potendo diventare indagato e agendo come ha agito, ha dato l'impressione di voler condizionare il corso delle indagini. Insomma, ancora un colpo di scena, in questa vicenda sbilenca, che però pare avviarsi, via Procura Generale, verso le sabbie mobili del diritto che tutto ingoiano e tutto digeriscono...

venerdì 19 ottobre 2007

* ULTIMISSIMA * / LIBERO RIVELA, ANSA CONFERMA: "IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA MASTELLA ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DELLA PROCURA DI CATANZARO"

Alle 15:52 l'Ansa conferma la rivelazione di Libero: "Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, risulterebbe essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catanzaro fin dallo scorso 14 ottobre nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'. Il Guardasigilli - secondo quanto si è appreso - non avrebbe tuttavia ricevuto ad oggi nessun avviso di garanzia". Il ministro Mastella: ''Apprendo da notizie giornalistiche che sono stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Catanzaro" - dice Mastella in una nota. "Se cosi' è, e non dubito perché spesso alla stampa sono fornite notizie che dovrebbero essere riservate in quanto coperte dal segreto d'indagine - dichiaro di attendere serenamente gli sviluppi di questa situazione''.' 'La mia tranquillita' - sottolinea Mastella - deriva dal fatto di essere completamente estraneo alle vicende per le quali mi si muoverebbe addebito. Ribadisco, come ho avuto modo di ripetere a piu' riprese, di non essere mai stato iscritto a nessuna loggia massonica, ne' in Italia ne' all'estero, e di non aver mai partecipato a comitati d'affari o a singoli affari, come testimonia la mia trentennale vita pubblica e parlamentare nella prima, nella seconda e spero anche nella terza Repubblica''.

martedì 16 ottobre 2007

CALABRIA & MISTERI / MUORE BRUNO PICCOLO, UNO DEI DUE PENTITI DEL CASO FORTUGNO. "NESSUN SEGNO CHE CONTRADDICA L'IPOTESI DEL SUICIDIO"

Come in un giallo non ancora risolto, nel caso dell'omicidio Fortugno spunta un altro cadavere. Quello di Bruno Piccolo, 29 anni, trovato nella località delle Marche dove viveva sotto osservazione (qui una scheda dall'Ansa). Piccolo, assieme a Domenico Novella, era uno dei due pentiti dalle cui dichiarazioni hanno preso le mosse le indagini della procura. Secondo le informazioni ufficiali la tesi del suicidio sarebbe evidente, ma già dai primi commenti non si risparmiano gli interrogativi. (Alimentati dalle coincidenze: Fortugno ucciso il 16 ottobre 2005, alle primarie dell'Ulivo; la morte di Piccolo scoperta due anni esatti dopo, il 15 ottobre, a ridosso delle primarie del Pd). Comunque sia andata, è certo che da oggi il contesto del caso Fortugno diventa ancora più avvelenato e torbido. La reazione dell'onorevole Lumia: "Non si vuole la verità".
La cronaca del Corriere della Sera e un commento di Giovanni Bianconi. Un pezzo di Giuseppe Baldessarro su Repubblica riassume la storia di Piccolo. Il viceministro Minniti promette migliori tutele per chi collabora.
Intanto va avanti il processo in Corte d'Assise per la morte del vicepresidente del consiglio regionale. In questa pagina di CalabriaOra le novità dell'udienza e scenari da super-intrigo. Qui invece il punto sulle indagini a qualche giorno dal ritrovamento del corpo.

sabato 13 ottobre 2007

CALABRIA TUTTI CONTRO TUTTI / lNTIMIDAZIONI, MINACCE, DENUNCE E PROIETTILI. E UN CRONISTA DI CROTONE BASTONATO SOTTO CASA

L'aria si è fatta pesante in Calabria. S'era visto quest'estate, non è stagione di equilibri. La ndrangheta (di San Luca, e quindi il vertice dell'organizzazione) è impegnata in una sorta di guerra civile al suo interno. La politica locale, a destra come a sinistra, si divide come non mai e non esita a prodursi in tatticismi e manovre ad ogni livello. La giustizia viene ridotta a più miti consigli dagli interventi del governo. Tutti contro tutti si direbbe, in un clima sofferente, un'aria pesante in cui le minacce volano, e si intrecciano, e fanno pensare. Un clima che rende tutto possibile. Anche cose così: 1. Crotone, tre giorni fa. Un cronista del Quotidiano, Antonio Anastasi viene aggredito sotto casa da tre uomini mascherati e armati di bastoni. Antonio scrive di ndrangheta, e questo non deve essere piaciuto a qualcuno. 2. Roma, ottobre. Parlando alla Camera il deputato socialista Giacomo Mancini denuncia di aver subito minacce alla sua incolumità fisica. "Se qualcosa mi dovesse accadere considero mandanti morali Adamo, Bruno, Perugini, Ambrogio, Guccione e Covelli", e chiede di essere ascoltato dal procuratore antimafia Grasso. Immediata risposta degli interessati, con l'annuncio di una querela per diffamazione. 3. Catanzaro, ottobre. Rese note le minacce ricevute mesi fa dal deputato di Forza Italia Giancarlo Pittelli (indagato a Catanzaro da De Magistris). Buste con proiettili intercettate alla posta e il falso allarme di una bomba piazzata sotto casa. 4. Cosenza, settembre. Bruciata la macchina a Carlo Guccione, segretario Ds, che in quel momento é ancora in corsa per la candidatura alle primarie del Pd calabrese. 5. Locri, settembre. Ennesima lettera di minacce all'onorevole Grazia Laganà Fortugno. Nella missiva si fa riferimento a Guccione. "Finirai come la sua macchina". Gli inquirenti annunciano di coordinare le due inchieste. 6. Catanzaro, ottobre. Arrestato un giovane disoccupato che avrebbe ammesso di aver telefonato all'Ansa per dettare minacce al presidente della Giunta regionale Loiero. Quest'ultimo continua sistematicamente a ricevere minacce di morte insieme a Doris Lo Moro, assessore alla Sanità. 7. Cosenza. Intervistata dal Quotidiano, Eva Catizone usa "un paradosso, una figura retorica", parlando di Cesare Salvi come se fosse paragonabile agli assassini di Fortugno. Salvi querela per diffamazione. 8. Cosenza, ottobre. Incendiata l'auto a Franco Covelli, capogruppo Ds in Consiglio comunale.

martedì 9 ottobre 2007

CATANZARO VAL BENE UN GOVERNO / IL CSM RINVIA AL 17 DICEMBRE LA SEDUTA DISCIPLINARE. MASTELLA ALLA SINISTRA: "SE NON MI DIFENDETE E' LA CRISI"

Da New York il Guardasigilli cita Aldo Moro ("Non ci faremo processare nelle piazze") e alza il tiro della sua polemica: se la sinistra si vergogna di me, se pensa che sono un corrotto o un compromesso, allora lo dica e ci lasciamo; altrimenti mi difenda. Insomma un aut aut che scarica sulla vicenda Mastella (ex vicenda De Magistris) il peso di un ricatto che a prima vista appare sproporzionato. A meno che i fascicoli di Catanzaro e Potenza non nascondano chissà che...
In precedenza il Consiglio Superiore della Magistratura - che ieri avrebbe dovuto iniziare l'esame della richiesta di trasferimento del pm De Magistris avanzata da Mastella - aveva deciso un rinvio. Di nove settimane, fino al prossimo 17 dicembre. Una dilatazione temporale che - fa osservare Giuseppe D'Avanzo su Repubblica - suona come uno stop a Mastella, il quale chiedeva in via cautelare e con urgenza di sollevare De Magistris dalle inchieste...

sabato 6 ottobre 2007

LO STILE E' L'UOMO / A TELECAMERE SPENTE E MICROSPIE ACCESE IL POTERE E' ROZZO E VOLGARE. CHIARAVALLOTI: QUESTO E' UN PAGLIACCIO LO DOBBIAMO AMMAZZARE

- Questo è un pagliaccio, ha scomodato un sacco di gente, ha dato fastidio a un sacco di gente... clamore mediatico... Questo qua, se Dio vuole che le cose vadano come devono andare lo dobbiamo ammazzare, gli facciamo le cause civili per risarcimento danni e ne affidiamo la gestione alla camorra napoletana. Perché non voglio soldi, io. Tutto quello che riuscite a ottenere è vostro. Faccio una donazione col notaio. Uno non può fare una donazione? Ognuno non può fare i cazzi suoi?
- Tu sei un pazzo, liquido
- E non è bella come idea?
- Giustamente chi ci sta ascoltando pensa che sei un poco pazzo e ha difficoltà...
- E ma poverino... la cosa bella è che non abbiamo niente da nascondere, abbiamo tutto alla luce del sole.
- Ho capito, ma mettiti nei panni di chi è costretto ad ascoltarci, pensa che sei proprio pazzo
- E poverino penserà... Saprà con chi abbiamo a che fare... Se è cornuto non lo so, non ho prove su questo. Mi auguro che qualcuno ascolti e glielo vada a riferire. Indagheremo, anche in questa direzione.
- No, a me non me ne può fregà di meno... (...)
- C'è quella sorta di principio di Archimede, io non so come si chiami nelle scienze naturali (Terzo principio della dinamica di Newton, ndr): "ad ogni azione corrisponde una reazione". Siamo così tanti ad aver subito l'azione, che quando esploderà la reazione sarà adeguata...

(L'ex presidente della giunta regionale calabrese ed ex magistrato Giuseppe Chiaravalloti al telefono parla di De Magistris con la sua segretaria. Il dottor Chiaravalloti è attualmente un componente dell'Authority per la Privacy. Qui il contesto della telefonata ricostruito da Gianni Barbacetto)

Il file audio si può ascoltare da questo link al sito di Annozero.

venerdì 5 ottobre 2007

STRACCIVOLANTI / DAL CASO DE MAGISTRIS AL CASO MASTELLA. IL GUARDASIGILLI A TESTA BASSA CONTRO SANTORO E LA RAI. REAZIONE SCOMPOSTA O MOSSA FURBA?

C'è riuscito il ministro della Giustizia a trasformare il "caso Catanzaro" nel "caso Mastella". Le barricate innalzate dopo la puntata di Annozero (commentata criticamente e da differenti angoli da D'Avanzo e da Padellaro su Repubblica) assomigliano a una reazione scomposta, ma sono verosimilmente una iniziativa consapevole per spostare l'attenzione della grancassa mediatica dal merito delle accuse a De Magistris e alla condotta delle sue inchieste (che lambiscono lo stesso Mastella), ad una presunta strategia persecutoria ingaggiata dalla Rai contro il ministro.

Così sui media invece degli elementi di fatto che sono alla base della vicenda (le inchieste, le denunce di pressioni sul procuratore, il contesto politico che descrive l'indagine) per giorni troveranno posto le polemiche in politichese sulla Rai e Michele Santoro. Ma la bomba dell'estate, quel grumo scoppiato tra le carte della procura di Catanzaro, resta là, a riempire le pagine dei quotidiani locali. E merita un riassunto, visto che continua a far botti. Ché è si una bomba, Why Not?, ma di quegli ordigni a grappolo, destinati a esplosioni multiple e allungate nel tempo.

L'ultima, per cronologia, la rivela l'Espresso di questa settimana. Il ministero di Grazia e Giustizia seleziona per "Calabria Sicura", un progetto congiunto con il ministero dell'Interno, 60 operatori che avranno da svolgere mansioni delicate. A vincere l'appalto é la WorkNet che ne affida la gestione a un tale Bruno Idà, arrestato per legami con la cosca Jamonte. La WorkNet precisa alcuni particolari, ma Idà e una collaboratrice di WorkNet, Nadia Di Donna, sarebbero stati in stretto contatto con Saladino. (Sulla questione interviene il prefetto Francesco Musolino, successore di De Sena, per annunciare una verifica interna che potrebbe arrivare fino alla rescissione del contratto con WorkNet. In seguito anche il ministro Amato).

Il primo boato, quello inatteso, era arrivato a giugno, con le perquisizioni a politici e uomini d'affari e l'ipotesi di un cartello di affaristi capace di filtrare fondi europei e risorse regionali grazie alle coperture massoniche. Poi, gli altri, quando esce il nome di Romano Prodi tra gli indagati e quando tra le bobine delle intercettazioni spunta la voce di Clemente Mastella. Il primo, avvisato via Panorama di essere indagato per presunti legami con un massone di San Marino, abbozza. Il secondo, attenzionato per un colloquio con uno degli indagati chiave, Tonino Saladino (il quale mostra una fraterna confidenza col ministro di Giustizia che a sua volta si preoccupa di favorgli le richieste), reagisce a colpi di ispezioni alla procura di Catanzaro e piccate dichiarazioni alla stampa.

Ogni ispezione un frammento che scoppia. Gli uomini del ministero rivoltano come un guanto l'ufficio di De Magistris, titolare di Why Not?, e alla fine gli muovono rilievi sulla condotta di un altro procedimento, Poseidone, su un giro di tangenti attorno alla costruzione di sistemi di depurazione che vede coinvolti politici regionali e nazionali di Forza Italia e - col sospetto di aver fatto la talpa della banda nelle istituzioni - il procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi. Il superiore di De Magistris insomma. Quanto basta per aprire un varco nella inamovibilità del giudice: una proposta del ministro al Csm di trasferimento ad altra sede di De Magistris, che non avrebbe dovuto indagare su magistrati del suo distretto. Analoga proposta per il procuratore Lombardi.

Fin qui la vicenda, pur ridotta all'osso. E da qui iniziano i commenti, che come tutto ciò che riguarda De Magistris, dividono. Già perchè il magistrato che con la stampa ha un rapporto di certo non univoco (parla di giornalisti compromessi col sistema e poi non si nega a studi tv, incontri pubblici e platee seminariali dove evoca poteri forti che vogliono fermare le inchieste ecc.), registra in Calabria - accanto alla solidarietà dei sit-in e alle ovazioni degli studenti - anche il fastidio di ampi settori della politica e dell'informazione. Uno così non poteva che dividere anche il Csm dove é intanto approdato il suo caso, e che ha già preso tempo, fino a lunedi 8 ottobre, per cominciarne l'esame.

Intanto, sul dibattito mediatico interviene anche il presidente della Camera Bertinotti: "il rapporto tra procure e stampa è torbido, ma nessuna censura". Qui, su Repubblica. Qui invece si può vedere una parte dell'intervista rilasciata da De Magistris a Sandro Ruotolo di Annozero.

martedì 2 ottobre 2007

CALABRIA OMBELICO DEL MONDO / OTTOMILA TEDESCHI PUNTANO SULLA REGIONE. MEZZA GIUNTA E MEZZO CONSIGLIO REGIONALE IN TOUR DALL'ALBANIA AGLI STATES

Frenetica attività internazionale dei rappresentanti del popolo calabrese. Reduci da una poco confortevole missione in Albania, senza nemmeno disfare la valigia sono già in partenza per gli States. Qui li attende un fitto calendario denso di impegni. Un occhio all'estero lo butta anche il vicepresidente della Giunta Adamo, che annuncia soddisfatto l'imminente arrivo di ottomila tedeschi. E intona, con una prosa da mozzare il fiato, un tout-le-monde en Calabre: "Dopo il boom degli inglesi, dopo la domanda sempre più intensa che proviene dall'Europa orientale, dopo l'ingresso nel mercato giapponese e il profilarsi della conquista di una fetta della domanda cinese, è di forte significato il potenziamento dei flussi tedeschi".