
Niente di male, naturalmente, se nell'intrattenimento nazional popolare comparirà con più frequenza la Calabria. Anzi. L'immaginario collettivo si nutre più di mezzi del genere che di analisi sociologiche. Per un giudizio sul linguaggio dei film resta da vedere il registro narrativo che ciascun autore avrà scelto, ma da subito si può essere soddisfatti di alcune cose. Ad esempio del fatto che si sia scelto di raccontare Rino Gaetano, un artista che appartiene al mondo e che la Calabria può a ragione rivendicare di avergli dato i natali. Oppure di mettere in scena Artemisia Sanchez, il bel racconto storico di Santo Gioffré, medico, politico e ora anche scrittore (una storia nella Seminara del 700, che per renderla sullo schermo è stato necessario girare gli esterni in Basilicata!). Insomma, in autunno vedremo.
(A margine segnalo la presenza, nella produzione delle fiction, della Calabria Film Commission. Si tratta di una struttura creata dalla regione con il sostegno dello stato col compito di rendere appetibile per i produttori ambientare i loro film nel territorio regionale. Sul web della CFC si trova poco - ad esempio qui, qui, qui, qui. Appena possibile metterò on line altri risultati).
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