giovedì 14 giugno 2007

LOTTA ALLA NDRANGHETA E RAZZISMO / SUCCEDE A REGGIO CALABRIA: NESSUNO DELL'ANTIMAFIA AI FUNERALI DI UNA VITTIMA. ERA UN ROM

Risale allo scorso 28 aprile l'omicidio a Reggio Calabria di Cosimo Abruzzese, 29 anni, padre di quattro bambini. Cosimo era un rom, e lavorava al servizio di raccolta di rifiuti ingombranti organizzato grazie a un progetto delle associazioni e situato all'interno di un immobile confiscato ad una famiglia di ndrangheta. Lo hanno ucciso con una dinamica evidentemente mafiosa, sparandogli mentre in tuta e scarponi stava andando al suo lavoro alla cooperativa Rom 1995.
Per i media locali la morte di Cosimo sarà stata un episodio della violenza nella vasta comunità rom, a Reggio ormai stanziale. E se la vicenda sui giornali si è spenta con una breve in cronaca, non si sarà saputo nemmeno che ai funerali di Cosimo c'erano solo i suoi compagni e nessun altro: non il Comune, non la Regione, non il sindacato, non i politici della sinistra, non i militanti dell'antimafia giovanile. Una sottovalutazione denunciata da Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera di Rifondazione, in un commento su Liberazione (e ripresa dal sito web di Rifondazione) ma che non pare essere stata percepita proprio a Reggio. (Sempre di Migliore anche questa interrogazione parlamentare). Qui c'è il comunicato dell'Opera Nomadi (segue qui, e qui) di Reggio Calabria, una splendida realtà solidale che superando infiniti ostacoli lavora ogni giorno accanto ai rom reggini.

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