
Insomma, un pasticcio: per la politica, per gli uomini della politica. Di più, per la giunta che avrebbe dovuto far risorgere la Calabria, dopo i cinque fallimentari anni del centro-destra, e invece si trova a davanti a un Consiglio regionale con almeno 29 inquisiti, galleggiando nel mare inquinato di una politica ancora più compromessa. E senza essere riuscita a marcare una-differenza-che-sia-una con le peggiori tradizioni locali, dal clientelismo al trasformismo. Di fatto una situazione difficile, piena di veleni e scorciatoie. Di questo parla in una dichiarazione Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili.
A tenere alta la tensione ci sono poi le minacce ripetute e frequenti alla vedova Fortugno (deputata Ds in Commissione antimafia), e come in tutte le crisi maggiori, non mancano le pressioni e le intimidazioni ai magistrati. Attacchi e risposte che descrivono una ndrangheta aggressiva ma mettono a nudo conflitti tra uffici, contrasti personali, sgambetti, e che producono come effetto la quasi-paralisi della già marginale attività della giustizia.
Aggiornamenti. A Locri comincia il processo in Corte d'Assise ai presunti esecutori del delitto e all'on. Laganà, vedova Fortugno, arriva la quinta lettera di minacce.
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