venerdì 18 maggio 2007

DIRITTO E ROVESCIO / IN UN LIBRO CIO CHE RESTA DOPO UN SEQUESTRO IN ASPROMONTE. IN UN FILM LE VOCI DELLA NDRANGHETA SEGRETA

Nel mirino della ndrangheta. di Francescantonio Falletti. Nasce a Siderno e ad appena sette anni il padre lo manda a Roma per sottrarlo alla mentalità e all’ambiente della Calabria. Qui, finito il liceo “Giulio Cesare”, si iscrive all’università e, rientrato in Calabria per le vacanze, subisce un lungo e doloroso sequestro di persona. Intellettuale di destra, partecipa al dibattito sul futuro di Alleanza Nazionale, e ha pubblicato libri di sociologia e filosofia politica, tra cui: Le sette catastrofi di Renè Thome e le scienze sociali; Il troppo ed il vano; Totalitarismo. Estratto da Nel mirino della ndrangheta: "La statale 106 che collega Reggio Calabria a Taranto è un’enorme Main Street sul cui terreno la legge della pistola sembra sostituire brillantemente la legge dello stato, ma non ci sono sceriffi, né stelle, solo tanta rassegnazione, tanto dolore e fugaci ed anarchiche speranze. Lo stato è assente, lontano, rappresentato da politici mafiosi, uffici inefficienti, cultura ignorante e supponente e poi da forze dell’ordine tanto generose quanto inefficaci...”
Uomini d'onore. Dopo "La musica della mafia", Francesco Sbano, fotografo e regista, è tornato sull'argomento con un documentario dall'approccio inusuale per la Calabria: si inerpica per l'Aspromonte e intervista i malamente. E quasi dimostra che non di delinquenti occasionali si tratta, ma di adepti di una oscura società segreta che per loro vale più della vita stessa. Forse prendendo qualche scorciatoia riassume in questa intervista: "Non è possibile dissociare la mafia dalla cultura calabrese. La mafia è un nostro modo di essere". Il film è valso al suo autore un premio da parte del Comune di San Luca, è stato venduto in Germania e Olanda, ma in Calabria ancora non si è visto.

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