sabato 12 maggio 2007

QUANTI MAFIOSI TRA I REGGINI? L'INCHIESTA DI CURZIO MALTESE SU REGGIO CALABRIA FA INFURIARE. SOLITA REAZIONE: E' PREGIUDIZIO, CI OFFENDE. O NO?

Ha scritto: almeno la metà dei reggini ha avuto o ha a che fare con la ndrangheta. Per un parente o un vicino di casa. Per un favore o una minaccia. Per un problema o per una soluzione. Tanto é bastato perché si levassero le solite voci indignate. Qui c'é il pezzo di Maltese. Qui e e qui le reazioni ufficiali in riva allo Stretto. Qui quelle dei ragazzi di Locri. Ancora: così, per darsi un contegno, la Fondazione Mediterranea, che tra i soci fondatori ha anche l'Amministrazione Provinciale, ha pensato di citare in giudizio Maltese e la Repubblica. Il giudice ha fissato per il 10 ottobre a Roma la prima udienza.
(Nei commenti qualcuno ha ricordato la vicenda dei freelance autori di un reportage per la BBC che per semplificare l'immagine di una città dolente prima distribuirono e poi fotografarono siringhe e riviste pornografiche lungo tutto il Corso Garibaldi. Quello però era un caso di evidente manipolazione reale, niente a che vedere con il pezzo di Maltese). `
Unisco qui e qui un pezzo di Gian Antonio Stella uscito sul Corriere: stessa visione acida, ma meno lagne conseguenti. Chissà perché.
Le polemiche per l'informazione che disturba il manovratore tuttavia non sono roba recente: ne sa qualcosa chi seguiva negli anni 80 e 90 Samarcanda o il Rosso e il Nero, programmi storici di Michele Santoro. Anche in tempi più recenti Santoro solleva reazioni. Qui c'è quella, sofisticata, del presidente della Regione Agazio Loiero che protesta perché "la puntata [che metteva a nudo le contraddizioni della politica locale, nota mia] é piaciuta alla ndrangheta".

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