martedì 15 maggio 2007

OSSERVATORIO / VISTI DA LONTANO. LE UNIVERSITA' CALABRESI IN ARGENTINA E VENEZUELA. IL VICEPRESIDENTE COLOMBIANO A CATANZARO

La venezuelana Universidad de Oriente e la calabrese Unical hanno firmato lo scorso 9 maggio un accordo di cooperazione per la didattica e la ricerca. L'intesa é stata sottoscritta dai rettori dei due atenei, Milena Bravo de Romero e Giovanni Latorre. A Viedma, nel Rio Negro, stato del sud dell'Argentina, il 15 aprile aspettavano una delegazione calabrese per scambi culturali tra Università. Per la nostra regione c'era l'Istituto Superiore Calabrese di Politica Internazionale (Iscapi) guidato da Salvatore La Porta. A Catanzaro invece, ai primi di maggio, c'è arrivato il vicepresidente colombiano Francisco Santos Calderón, per la firma di accordi di cooperazione nel campo della lotta al narcotraffico e per azione nel sociale. Il lancio dell'Efe aggiunge che la ndrangheta "ha numerosi membri in territorio colombiano". La notizia in Calabria è data con una certa approssimazione. Qui le righe dedicate dalla Gazzetta del Sud e quotate dall'Ansa (strafalcione compreso: si parla di "papaveri da cocaina", sic). Su Francisco Santos, una nota polemica sul manifesto.
Sempre su Colombia e ndrangheta ecco un commento di una agenzia argentina sulla politica nel paese del realismo magico. Scrive tra l'altro: "Chi in Calabria o nel mondo non sa che Salvatore Mancuso è un membro dislocato dalla ndrangheta, e che ha portato in Colombia la brutalità`dei suoi metodi sanguinari, come arricchimento dei metodi insegnati alla Scuola delle Americhe, sperimentata nel Cono Sud americano con il terrorismo di stato?". (Salvatore Mancuso, padre nato a Sapri, secondo molti vicino alla ndrangheta, capo delle Fuerzas de Autodifensas Unidas, squadre paramilitari pagate dai latifondisti e politicamente di destra; Mancuso, che ha un incredibile sito web nel quale si può consultarne la biografia, da qualche tempo ha accettato di parlare e sta rivelando dettagli imbarazzanti per molti, a cominciare dal presidente Uribe. ndr)

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